Io non sono dunque dentro di me saggio in nessun grado e non ho da parte mia generato nella mia anima proprio nulla. Ma coloro che entrano in rapporto con me all’inizio sembrano non saper nulla – qualcuno anche sembra non saper proprio nulla del tutto – ma poi a mano a mano che mi stanno vicino e per quel tanto che il dio glielo concede, è meravigliosa la velocità con cui progrediscono, sia a loro proprio giudizio sia a quello degli altri. Ed è chiarissimo il fatto che loro non hanno mai imparato nulla da me ed hanno da soli, in se stessi, concepito questa ricchezza di bei pensieri che scoprono e portano alla luce” (Platone, Teeteto, 145 e – 151 d)